Clima e Ambiente

Pinguini di Penguin Island in declino: quanto incide l’attività dell’uomo?

I pinguini rischiano di sparire da Penguin Island, nota isola turistica situata al largo della costa di Perth, in Australia. La popolazione, un tempo fiorente, è crollata a non più di 120 esemplari.

L’ultimo studio sulla popolazione di Penguin Island ha rivelato che il numero dei pinguini è crollato di due terzi negli ultimi cinque anni, secondo quanto rivelato da alcune fonti al Guardian. La piccola popolazione di pinguini, chiamata Weedee a Noongar, è diminuita del 92% dal 2007.

Pinguini in caduta libera in Australia: riscaldamento dei mari, traffico navale e pressione turistica tra le cause principali

A rivelarlo è un rapporto scientifico, commissionato dal consiglio locale di Rockingham e che descrive nel dettaglio la portata del problema, fornito al consiglio alla fine di aprile prima di essere trasmesso al governo statale. I ricercatori lanciano l’allarme sui pinguini fin dal 2012 sottolineando come siano vittime di traffico marittimo, infezioni parassitarie e ondate di caldo marino che li hanno privati ​​dei loro pesci prede preferiti.

Nel 2017 la popolazione è crollata di un quarto, arrivando a 518 esemplari, secondo la biologa Belinda Cannell dell’Università dell’Australia Occidentale, autrice anche del nuovo rapporto. Nel 2021 i pinguini hanno sopportato una stagione riproduttiva tremenda in cui metà dei pulcini sono morti, lasciando dunque dietro di sé una popolazione riproduttiva che invecchia.

In che misura incide il turismo sulla vita dei piccoli pinguini?

Per decenni diversi documenti di ricerca e gestione hanno dimostrato che il turismo può influenzare il successo riproduttivo dei piccoli pinguini. Le barche portano i visitatori sull’isola ogni 20 minuti tra metà ottobre e giugno, a meno che la temperatura non superi i 35°C. Il periodo di accesso è stato ridotto negli ultimi anni proprio alla luce di questo declino della popolazione dei pinguini. C’è anche ci propone che l’isola venga chiusa ai turisti durante tutto l’anno.

Le autorità statali dell’Australia Occidentale, attraverso il ministro dell’ambiente Reece Whitby, affermano che la causa principale del declino dei pinguini è il riscaldamento dei mari, citando inoltre le misure che il governo ha messo in atto per proteggere gli esemplari rimasti, tra cui il periodo di chiusura invernale, la demolizione di un centro di scoperta previsto sull’isola e l’installazione di 125 nidi artificiali. Le autorità sostengono inoltre che il turismo sia positivo poiché educa i visitatori al rispetto dei pinguini e dell’ambiente circostante.

Non è dello stesso avviso Dawn Jecks, consigliere comunale di Rockingham e promotrice di Save the Little Penguins, che sottolinea come il ministero dell’ambiente abbia portato avanti lavori di costruzione per cinque anni e debba necessariamente fare di più per proteggere i piccoli pinguini dal traffico marittimo.

Esiste all’orizzonte un ulteriore rischio per la sopravvivenza dei pinguini: il progetto di un porto container molto vicino

Come se non bastassero traffico navale, riscaldamento dei mari e turismo, la popolazione già dimezzata dei pinguini è minacciata da un porto container che da Fremantle andrebbe a trasferirsi a Kwinana, di fronte a Garden Island, estendendosi fino a Cockburn Sound, luogo in cui alcuni degli uccelli di Penguin Island si nutrono.

Garden Island, una base navale interdetta al pubblico, ospita una seconda colonia di piccoli pinguini che si nutrono esclusivamente a Cockburn Sound. Per rendere il porto sufficientemente grande per le navi portacontainer, parti dello stretto dovrebbero essere dragate, colpendo appunto gli stock ittici. Cannell, autrice del rapporto sul declino dei pinguini, ha scoperto che entrambe le colonie sarebbero colpite dal dragaggio a causa della perdita di fonti di cibo, del rumore e della ridotta capacità di vedere i predatori.

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