Meteorologo imbruttito

La mia risposta ai commenti imbruttiti

Cari lettori,

vorrei rispondere ai commenti che ho ricevuto dopo la pubblicazione della mia ultima lettera. Innanzitutto noto, con rammarico, che la parte più contestata della lettera è stata quella relativa alla mia richiesta di confronto – mi autocito “il mio appello ad una discussione costruttiva” – con alcuni meteorologi o presunti tali, cosa che poteva essere una opportunità per tutti di difendere il proprio nome e il proprio operato di fronte alle mie osservazioni, caduta invece in commenti a vicolo cieco sotto false identità.

Farò una premessa per tutti, per poi rispondere singolarmente ad alcuni di voi.

Premessa: la mia pagina Il Meteorologo Imbruttito (come del resto si potrebbe ben evincere dal nome) è una pagina satirica, che tratta con ironia e sarcasmo di pubblicazioni senza alcuna base scientifica, dette comunemente “bufale”, e di esagerazioni nei modi e nei termini. Pertanto, non c’è bisogno di scaldarsi se non si ha nulla da nascondere, perché sono semplicemente qui a mettere in guardia gli utenti e a chiedere, con gentilezza, delle spiegazioni o dei confronti pubblici. A riprova di questo c’è anche il fatto che io non sono un competitor di nessuno, non fornisco previsioni, non vendo dati scientifici, non sono titolare di una rivista, giornale o chicchessia. Sono semplicemente un meteorologo e un utente stanco di essere preso in giro, un amante della meteorologia che vuole che questa materia venga trattata con il rispetto e la serietà che merita. Ripeto: rispetto e serietà che merita. 

E proprio di rispetto e serietà voglio parlare anche con Serena Serenissima che ha lasciato un commento sulla mia pagina e poi ha chiuso il suo profilo Facebook – profilo così vero che non le è costato molto cancellare in fretta la sua identità virtuale – ma che sono sicuro troverà il modo per leggerlo pubblicato direttamente da Icona News, peccato Serena Serenissima, ti avrei inviato una fantastica lettera personalizzata!

Cara Serena, come ho già anticipato nella mia premessa, “infangare competitor” non è il mio mestiere, primo perché sottolineare mancanze scientifiche non è sinonimo di infangare, mentre invece parlare, come hai fatto tu con il tuo evidente profilo falso di scarsa fantasia, di “disonesta pratica commerciale” lo sarebbe qualora io avessi una azienda; secondo, perché io non fornisco previsioni meteorologiche quindi non ho alcun legame di concorrenza con i siti da me citati.

Ps: questa te la scrivo a parte perché sono un gentiluomo, “meteorologo” è la dicitura corretta, il tuo “metereologo” è uno strafalcione!

Aggiungo un terzo punto – attenzione Serena Serenissima, siamo già a 3! Quasi da cartellino rosso le tue affermazioni! – sfortunatamente per me, non ho dietro nessuna redazione, anche se mi farebbe piacere potermi confrontare con persone preparate e competenti come quella da te citata, ovvero la meteorologa Serena Giacomin, quello che scrivo è frutto del mio solo e unico pensiero, infatti se vuoi, pubblica questo articolo dove preferisci, mandalo anche alla tua fonte che ti ha suggerito il nome di questa meteorologa, cosicché la prossima volta si informi meglio! A meno che non siate entrambi frutto di un malfunzionamento di un software? Devo fornirmi di captcha per fare anche questo fact-cheking? Suvvia, fa già caldo, non fatemi sudare troppo!

Colgo l’occasione per rispondere anche a Massimiliano Simola, che a differenza della donzella di cui sopra, ha espresso la sua opinione con i toni e i modi che ci si aspetta da una conversazione che vuole andare da qualche parte. Lo ha fatto un po’ meno la ruota del carro di Andrea Pernici, un po’ più acidello, a cui consiglio le letture sulle diete basiche che ho allegato nella mia precedente lettera, diete con basso contenuto di meteorologia e alto contenuto di zuccheri!

 

Caro Massimiliano, grazie per la tua considerazione. Purtroppo siamo in un periodo storico in cui il flusso di informazioni scorre incontrollato tra le mani di utenti, spesso/troppo spesso, inconsapevoli. Quindi sono d’accordo con te nel dire che fare allarmismi è più pericoloso nell’immediato ma anche spacciarsi per dei professionisti quando non lo si è può generare effetti negativi.

Dobbiamo essere uniti nel pensare che l’unico modo per rendere le persone consapevoli, sia quello di educarle a riconoscere le fonti attendibili e a saper leggere le informazioni, di modo che un giorno possano distinguere da soli una notizia vera da una falsa e, se teniamo duro, quel giorno potrebbe anche arrivare in fretta e io potrei anche andarmene in pensione!

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