Meteorologo imbruttito

A dieta di meteorologia

Tra consigli per tenere a bada il colesterolo, bombe d'agosto e meteorologi fantocci

Mi sono preso qualche settimana di vacanza, ne avevo proprio bisogno. Tornando dalla montagna mi sono ripromesso che non mi sarei più arrabbiato per la scarsa qualità dell’informazione meteorologica che impera in questi tempi bui, in cui la scienza è trattata alla stregua della più bassa notizia di gossip. Ma il mio buon proposito di pace e tranquillità è durato giusto il tempo di accendere il computer.

Vi propongo una selezione estiva, poi a fine stagione andremo ad integrare con una bella top ten tuonante (per tutte le segnalazioni continuate a scrivermi a meteorologo.imbruttito@gmail.com oppure seguite la mia pagina di Facebook www.facebook.com/ilmeteorologoimbruttito/). In fondo all’articolo rilancerò un appello ai meteorologi degni di questo nome, unitevi a me!

A dieta di meteorologia – Leggere le notizie approfondite dagli esperti del Centro Meteo Italiano (quali esperti e di cosa non è dato sapersi) è proprio come sgranocchiare sedano dalla mattina alla sera.

L’ennesima bomba sull’etica e sulla scienza – E’ ormai risaputo quanto il settore meteo professionale non apprezzi il neologismo “bomba d’acqua”, perché non scientifico e fuori luogo: l’utilizzo del termine bomba storpia la comunicazione di un rischio meteo verso un messaggio puramente terroristico. Una pioggia molto intensa può essere calamitosa, quindi occorre conoscerne il rischio e saperlo affrontare al meglio. Con una bomba, invece, non c’è niente da affrontare, se non la distruzione che ne deriva trasformando tutti in vittime passive del proprio destino. Su una cosa, però, l’autore dell’articolo ha ragione, quando scrive “Leggendo un titolo così in tanti lanceranno imprecazioni contro il contenuto dell’articolo”. Perché è vero: leggendo il titolo dell’articolo e osservando l’immagine in evidenza sapientemente prodotta, abbiamo imprecato tanto. A dire il vero le imprecazioni non sono solo per il titolo, ma anche per la previsione, anzi preveggenza, che avete avuto il coraggio di scrivere e pubblicare.

Per fortuna in questa battaglia contro il sensazionalismo non sono da solo: il giornalista Gianluca Dotti (che ringrazio!) ha pubblicato un articolo su WIRED proprio sul tema del meteo terrorismo “La vogliamo smettere di fare allarmismo (ingiustificato) sul meteo?”, facendo un ottimo lavoro di sensibilizzazione, considerando che ha raccolto più di 1700 condivisioni.

Un foresta equatoriale nel cervello – Lo ammetto: ormai mi sono appassionato, un po’ come le signore anziane che continuano a guardare Beautiful dopo vent’anni durante i quali Brooke Logan è morta e resuscitata quindici volte. Mi alzo la mattina e vado subito sul mio sito fanta-meteo preferito, per scoprire cosa si sono inventati durante il sonno. Questa volta vengono proposte le “foreste equatoriali” notturne, ovvero incubi di caldo sotto piante sempreverdi alte anche 40 metri, tra scimmie, insetti e rettili. Nell’articolo spiegano anche come difendersi: mi aspettavo qualcosa del tipo “attenzione ai gorilla e al giaguaro”, invece c’è scritto solo di bere e mangiare tanta frutta. Ma dai? Allora, forse, una foresta pluviale equatoriale non sapete proprio come sia fatta!

APPELLO – Per correttezza vorrei rinnovare e rinforzare il mio appello a una discussione costruttiva – in una tavola rotonda pubblica di confronto – con i cosiddetti meteorologi Stefano Rossi e Marco Castelli de IlMeteo.it, allargando l’invito anche ad Alessandro Arena del Meteo Giornale e a chiunque venga spacciato come meteorologo senza alcuna qualifica (come Chiara La Rotonda e Vanessa Minotti di 3Bmeteo, realtà che tra l’altro si dichiara come il primo brand conforme ai requisiti del WMO). Siete pronti a buttare sul tavolo il vostro luccicante CV? Io sì e lo farò con molto piacere.

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