ClimaMeteorologia

Luglio 2019: il quinto più caldo degli ultimi 60 anni

Si è trattato di un mese decisamente piovoso: +47% di precipitazioni rispetto alla norma

Il mese centrale dell’estate evidenzia anomalie positive sia dal punto di vista termico che pluviometrico: è stato, infatti, un luglio in generale più caldo e più piovoso rispetto alla norma. Con uno scarto di 1.3°C sopra la media del trentennio 1981-2010, si pone al 5° posto fra i mesi di luglio più caldi degli ultimi 60 anni dopo il notevole luglio del 2015, saldamente al comando della classifica con +2.7°C di anomalia, e quelli del 2006, del 2003 e del 2012. Il surplus di piogge, pari a +47%, pur non essendo particolarmente rilevante nell’ambito della serie storica degli ultimi 60 anni, rappresenta un dato in controtendenza rispetto al trend in discesa dei quantitativi di pioggia in luglio, e nello stesso tempo anche uno fra i più alti valori degli ultimi tre decenni.
Nonostante le abbondanti piogge di luglio, il bilancio pluviometrico dei primi due mesi estivi rimane negativo (-23%) a causa del mese di giugno che è stato estremamente siccitoso. Il quantitativo medio di precipitazioni dall’inizio dell’anno a livello nazionale, invece, resta intorno ai valori normali con l’anomalia che risale leggermente portandosi a +1%. Per quel che riguarda le temperature, l’anomalia complessiva di giugno e luglio, pari a +1.9°C, mette in risalto questa stagione estiva che per il momento resta una fra le più calde, mentre lo scarto da inizio anno, pari a +0.6°C al momento ricopre il 9° posto fra i periodi gennaio-luglio più caldi.
Un’altra anomalia da segnalare è quella relativa alla circolazione atmosferica alle alte latitudini. In particolare l’anomalia anticiclonica presente oltre il Circolo Polare Artico che denota la persistenza di masse d’aria calda proprio a ridosso della calotta polare. Questa situazione ha favorito temperature talmente elevate da stabilire il record assoluto di massima a latitudini oltre gli 80 gradi nord, con 21°C nella base militare di Alert posizionata nel nord-est del Canada alla latitudine di 82° e 28’ (esattamente il giorno 14). Chiaramente questo rappresenta un campanello d’allarme per tutto l’Artico che continua ad essere soggetto ad anomalie termiche estremamente ampie con conseguente sofferenza dei ghiacci della calotta la cui estensione, pari a 7.6 milioni di chilometri quadrati, ha raggiunto il minimo storico relativo al mese di luglio nell’ambito della serie di rilevamenti satellitari, cominciata nel 1979.

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