Clima e Ambiente

Il 3 giugno ricorre la Giornata mondiale della Bicicletta: FIAB ne approfitta per celebrare la Dichiarazione Europea sulla Ciclabilità

Ogni 3 giugno, dal 2018, si festeggia la Giornata mondiale della Bicicletta, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite, molto importante per la mobilità green e la sostenibilità ambientale. L’obiettivo di questo evento è promuovere una maggiore consapevolezza sui benefici dello spostarsi in bici per la salute, per il benessere psicofisico e per l’ambiente. Si tratta dell’occasione per sottolineare l’importanza che possono avere le nostre scelte quotidiane, gesti semplici che però hanno un impatto considerevole sull’ambiente e sulla società. La bicicletta è il simbolo della mobilità sostenibile, di uno stile di vita green al 100%, unico per la sua longevità e versatilità: questi mezzi a due ruote vengono impiegati ormai da circa due secoli. É un veicolo adatto ad ogni necessità, semplice, economico, affidabile ma per la sua diffusione è indispensabile potenziare le ciclovie e migliorare la sicurezza stradale.

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La bici svolge un ruolo chiave per ridurre le emissioni di CO2 e migliorare così la qualità dell’aria. Si può anche optare per una bicicletta elettrica per gli spostamenti urbani più lunghi o il tragitto casa-lavoro. Inoltre, mantenere una bici è 20 volte più economico che mantenere un’auto. A livello mondiale il Paese in cui la bici è più utilizzata è l’Olanda: ad Amsterdam sono presenti oltre 400 km di piste ciclabili e diversi parcheggi dedicati, con il 40% di tutti gli spostamenti che avvengono in bicicletta. Il primato della pista ciclabile più lunga al mondo però spetta al Canada. Inaugurata nel 2017 dopo 25 anni di lavori, Trans Canada Trail è lunga quasi 23000 km e tocca circa 15000 località canadesi, offrendo un’avventura unica per gli appassionati delle due ruote.

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In occasione di questa giornata FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta
vuole celebrare la Dichiarazione Europea sulla Ciclabilità, sottoscritta il 3 aprile 2024 dalla Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea; si tratta del primo documento che definisce a livello europeo le linee guida per lo sviluppo di una mobilità attiva e sostenibile, priorità strategica per ridurre l’inquinamento, migliorare la qualità di vita della popolazione e torna a chiedere uno stop all’approvazione della riforma al Codice della Strada, i cui provvedimenti sono destinati solo ad gravare l’inaccettabile strage che si compie quotidianamente sulle nostre strade. La Dichiarazione, composta da 8 articoli e 36 impegni, riconosce la bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile, promotore di benessere psicofisico e di svago, e impegna le istituzioni dell’UE a rafforzare le politiche degli Stati membri nonché il sistema delle infrastrutture interne e ad aumentare gli investimenti destinati al settore ciclistico.

Vita in bici, foto di Stefania Andriola

Si tratta dell’iniziativa più ambiziosa dell’UE realizzata fino ad oggi in questo ambito e riflette grandi sforzi di collaborazione tra la società civile, l’industria della bicicletta e le istituzioni. In linea anche con l’obiettivo di decarbonizzare il settore dei trasporti dell’UE, riconosce la bici come mezzo di trasporto sostenibile, accessibile e conveniente. I principi cardine della dichiarazione sono: sviluppo e rafforzamento delle politiche sulla mobilità ciclistica, incoraggiamento a una mobilità inclusiva, salutare e a prezzi accessibili, realizzazione di maggiori e migliori infrastrutture ciclabili, incremento degli investimenti e instaurazione di condizioni favorevoli, aumento della sicurezza stradale, sostegno ai posti di lavoro di alta qualità e allo sviluppo di un’industria europea della mobilità ciclistica, supporto alla multimodalità e al cicloturismo, miglioramento della raccolta di dati sulla mobilità ciclistica.

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La Dichiarazione è stata accolta con entusiasmo anche dall’European Cyclists’ Federation (ECF) di cui FIAB fa parte: “L’impegno preso dalle istituzioni europee per sostenere le politiche a favore della mobilità ciclabile, riconosciuta come priorità strategica per ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità di vita della popolazione, può essere assunto dalle amministrazioni italiane che hanno ora a disposizione una cornice entro la quale muoversi e una base legale a cui appoggiarsi, anche al di là di quelle che sono le infauste modifiche al nostro Codice della Strada” ha sottolineato Francesco Baroncini, rappresentante FIAB nella squadra dell’ECF.

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“La Dichiarazione Europea rappresenta una scelta politica unica nel suo genere, un grande passo avanti riconosciuto a larghissima maggioranza dagli europarlamentari, democraticamente eletti da tutta la cittadinanza della UE. Emerge purtroppo in maniera evidente la distanza tra la visione contenuta in questo documento, che guarda al futuro e incentiva la mobilità attiva e sostenibile, e la nostra politica nazionale che sta andando in direzione totalmente opposta. La riforma del Codice della Strada, ribattezzata dai familiari delle vittime “Codice della Strage” è retriva e pericolosa perché andrà ad aggravare l’inaccettabile strage che quotidianamente si compie sulla nostre strade, una strage che è la prima causa di morte per i giovani italiani sotto i 30 anni. Ultima dimostrazione in questo senso è il decreto Autovelox appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale che rende, di fatto, impossibile sanzionare l’eccesso di velocità, mentre è proprio la velocità la prima causa di morte sulle nostre strade. Per ignoranza e ricerca spasmodica di voti, il Governo si sta dimostrando disposto persino a sacrificare la vita dei propri cittadini” ha dichiarato Alessandro Tursi, presidente FIAB.

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