Clima e Ambiente

Gli oceani stanno affrontando una triplice minaccia: il 75% degli habitat marini a rischio

Gli oceani sono le “sentinelle” del cambiamento climatico e l’aumento globale delle temperature sta rompendo gli equilibri degli ecosistemi costieri e mette a rischio la biodiversità. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Agu Advanced, afferma che gli oceani stanno affrontando una “triplice minaccia” di riscaldamento estremo, perdita di ossigeno e acidificazione, con condizioni estreme che sono diventate molto più intense negli ultimi decenni e che mettono a dura prova vita marina del pianeta.

Gli scienziati affermano che circa un quinto della superficie oceanica mondiale è particolarmente vulnerabile alle tre minacce che si abbattono contemporaneamente, provocate da attività umane come la combustione di combustibili fossili e la deforestazione. Nei primi 300 metri di oceano interessati, questi eventi durano oggi tre volte di più e sono sei volte più intensi rispetto ai primi anni Sessanta.

Il calore in eccesso costringe pesci e altre specie a spostarsi verso climi più adatti, con conseguenze sugli ecosistemi. Gli oceani, come sappiamo, assorbono enormi volumi di calore e anidride carbonica causati dalle emissioni di combustibili fossili che altrimenti riscalderebbero ulteriormente l’atmosfera per gli abitanti della terraferma. La CO2 rende l’acqua del mare più acida, sciogliendo i gusci delle creature marine e togliendo ossigeno.  Oltre a questa tendenza, gli aumenti improvvisi della temperatura o le diminuzioni del pH o dell’ossigeno hanno effetti negativi sugli organismi marini quando non possono adattarsi rapidamente a queste condizioni estreme.

L’autore principale dello studio ha avvertito che gli oceani del mondo sono già stati spinti in un nuovo stato estremo a causa della crisi climatica. “Gli impatti di questa situazione sono già stati visti e sentiti”, ha dichiarato al Guardian Joel Wong, ricercatore del Politecnico di Zurigo, che ha citato il noto esempio del “blob” di calore che ha causato la morte della vita marina nell’Oceano Pacifico. “È probabile che eventi estremi e intensi come questi si ripetano in futuro, sconvolgendo gli ecosistemi marini e la pesca in tutto il mondo”, ha aggiunto.

Articoli correlati