Clima e Ambiente

Caldo estremizzato dal riscaldamento globale per 1 persona su 4 durante l’ultimo trimestre

La temperatura globale continua a registrare valori inauditi: lo sta facendo da 12 mesi a questa parte, incluso l’ultimo trimestre di marzo, aprile e maggio, ovvero la nostra primavera e l’autunno australe.

Negli ultimi 3 mesi  tutto il Mondo ha subito un caldo estremo, reso più probabile dal riscaldamento globale

Gli ultimi 12 mesi sono infatti i più caldi della serie storica a livello planetario e gli effetti del riscaldamento globale si sono fatti sentire in ogni angolo del Pianeta. Nell’ultimo trimestre, infatti, tutte le macro regioni del Mondo hanno subito gli effetti della crisi climatica, in particolare sotto forma di ondate di caldo estremo.

Secondo un report realizzato da Climate Central, infatti, dal 1 marzo al 31 maggio 2024 una persona su quattro ha subito temperature elevate, episodi resi almeno 3 volte più probabili a causa del cambiamento climatico. Il momento più critico si è verificato il 6 aprile, quando addirittura una persona su tre ha vissuto un caldo anomalo.

Temperature eccezionalmente elevate, la cui manifestazione è influenzata fortemente dal riscaldamento globale, si sono registrate due giorni su tre in 58 Paesi negli ultimi 3 mesi. Le regioni maggiormente interessate dal grande caldo sono state l’Africa centrale, orientale e occidentale, il Sud-Est Asiatico, l’America centrale e i Caraibi, il Sud America, Polinesia e Melanesia.

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Numero di giorni al livello 3 o superiore dell’indice di cambiamento climatico Climate Shift Index (CSI). Le icone sovrapposte rappresentano i 41 eventi meteorologici estremi identificati da World Weather Attribution che si sono verificati da marzo 2024 a maggio 2024. Analisi basata sui dati ECMWF ERA5 (1 marzo-28 maggio) e NOAA GFS (29-31 maggio). Crediti: Climate Central

Tra queste zone le più colpite dal caldo anomalo intensificato dal cambiamento climatico sono l’Africa, dove addirittura il 44% della popolazione ha subito temperature estreme per almeno 60 giorni con un livello massimo di CSI (Climate Shift Index, che misura l’impatto della crisi climatica sulle temperature). Lo stesso vale per il Sud America dove questo grado di CSI ha colpito per almeno 60 giorni una persona su tre.

In Africa 1,3 miliardi di persone hanno sperimentato almeno un giorno di temperature fortemente influenzate dai cambiamenti climatici (livello CSI 3 o superiore), ovvero il 95% della popolazione.

Il caldo estremizzato dal riscaldamento globale ha insistito soprattutto però nelle città per quasi tutta la stagione (almeno il 98%). Spiccano in questa classifica le città di Quito in Ecuador, Makassar in Indonesia, Città del Guatemala, Caracas in Venezuela, Kigali in Ruanda e Monrovia in Liberia.

A Milano e Roma il riscaldamento globale ha reso il caldo 3 volte più probabile rispettivamente per 14 e 22 giorni

In Europa il trimestre primaverile non è stato particolarmente caldo, specie nei settori centro-orientali. Tuttavia anche il nostro continente ha vissuto una fase di caldo estremo, che ha riguardato soprattutto l’Estonia, dove mediamente si sono vissuti 24 giorni di caldo estremizzato dal riscaldamento globale per un livello di CSI 3 o superiore. Seguono Norvegia con 23 giorni, Slovenia e Montenegro con 20 giorni.

In Italia le condizioni meteo sono state influenzate dall’arrivo di numerose perturbazioni negli ultimi 3 mesi. Nonostante ciò però, le città di Milano e Roma hanno comunque vissuto giornate di caldo “estremo”, ovvero reso più intenso dalla crisi climatica globale.

A Milano – dove il trimestre si è chiuso vicino alla norma (+0,1°C) – si sono contati 14 giorni con CSI uguale o superiore a 3, di cui 10 con CSI pari o superiore a 4: i giorni in cui il riscaldamento globale ha avuto un impatto massimo sono stati 7. A Roma – che ha chiuso il trimestre con una anomalia di +1,6°C – il numero di giorni è superiore e si assesta a 22 con CSI pari o superiore a 3, 14 pari o superiore a 4 e 11 con CSI di livello massimo.

Le alluvioni in Brasile sono state rese due volte più probabili dal cambiamento climatico

 

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