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Trivelle autorizzate nello Ionio, è caos

Il via libera alle trivellazioni per la ricerca di petrolio ha scatenato il caos. Puglia pronta al ricorso. Crippa: "Avviato l'iter per rigettare sette permessi"

Il via libera alle trivellazioni per la ricerca del petrolio nel mar Ionio ha scatenato il caos. Attivisti a 5Stelle e gli ambientalisti insorgono.  “Da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò”, ha fatto sapere il titolare dell’Ambiente, Sergio Costa, in un post su Facebook. Costa annuncia anche di essere al lavoro assieme al ministero per lo Sviluppo economico (Mise) per inserire nel decreto Semplificazioni una norma per lo stop a 40 permessi pendenti. “Non sono diventato ministro dell’Ambiente per riportare l’Italia al Medioevo economico e ambientale” ha commentato. “I permessi in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo”.

Luigi Di Maio dichiara di essere sulla stessa linea: “queste “ricerche di idrocarburi” (che non sono trivellazioni) erano state autorizzate dal Governo precedente”. Ma il verde Angelo Bonelli aveva riferito che “il Ministero dello Sviluppo Economico di Luigi Di Maio aveva dato il via libera alle trivelle per la ricerca del petrolio nel mar Ionio”.

“In data 31 dicembre 2018 è stato pubblicato sul BUIG (bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse) che autorizza tre nuovi permessi (F.R43-44-45.GM) di ricerca petrolifera su una superficie complessiva di 2200 km/q a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado, Usa. “La ricerca autorizza l’uso dell’air gun, le bombe d’aria e sonore, che provocano danni ai fondali e alla fauna ittica: è il regalo di Luigi Di Maio alla Puglia e alla Basilicata dopo Ilva e le autorizzazioni alla Shell rilasciate dal Ministero dell’Ambiente.”

Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore pugliese Michele Emiliano, che ha dichiarato: “È insopportabile la bieca ipocrisia di chi, dopo aver finto di lottare al nostro fianco, appena giunto al Governo del Paese anche grazie ai tanti elettori sensibili a questo argomento, ora assume le medesime condotte dei governi precedenti. Ci siamo sempre battuti in difesa del nostro mare, e continueremo a farlo”.

Il sottosegretario al Mise Davide Crippa (M5s) assicura che “è stato avviato l’iter di rigetto per sette permessi di ricerca del petrolio in Adriatico e nel Canale di Sicilia”. E aggiunge: “Lasciando da parte inutili e sterili polemiche, sono più che disponibile a incontrare le associazioni convinto che un lavoro a più mani ci possa permettere di fermare nel modo più celere queste trivellazioni”.

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